CHIOSCO FESTA DEL VINO“IL CHIOSCO: PERCHE’?”
E’ invalsa da tempo, ormai, la consuetudine di allestire durante le annuali edizioni della FESTA DEL VINO in Vignanello il “CHIOSCO DE’ I SBANDIERATORI – SIR PICONE”.
Il contributo fisico, a volte reale sudore, di ragazze e ragazzi dei nostri CORTEO STORICO DEGLI OTTO RIONI e SBANDIERATORI DI VIGNANELLO, che si prodigano dai giorni precedenti l’apertura a quelli seguenti la chiusura della Festa, si trasforma alla fine nel contributo economico che permette ai Gruppi folcloristici di affrontare la stagione a venire.
“Semel in anno licet insanire!” dicevano i latini!
Si monta il tendone del chiosco, si dispongono in fila e si lavano i tavoli e i sedili; in un angolo si sistema la grande cucina a legna per arrostire braciole e salsicce.
Vicino una grande friggitrice per le patatine e via.
Chi spacca, eliminando i semi, e chi sminuzza e condisce i pomodori per le bruschette; e chi prepara le insalate.
E le nostre insostituibili cuoche, poi? Sono il “motore” del chiosco e senza la loro opera saremmo fermi!
Sono loro che cuociono i primi, preparano i sughi e gli intingoli vari, predispongono i secondi piatti, la frutta e i dolciumi.
Tutti diventano camerieri: servono le portate ai convenuti, recano bottiglie vino (molte) e di acqua (poche) e sparecchiano e riapparecchiano i tavoli con velocità incredibile!
Sono inevitabili, a volte anche piuttosto accese, le discussioni tra noi durante “i giorni del Chiosco”!
Ma esse sono innescate dallo stress e dal caldo ferragostano e si ricompongono alla svelta.
Le bandiere appena mosse dalla poca brezza, gli stendardi rionali appesi ai muri dell’edificio scolastico che delimitano il nostro recinto chiuso; e l’angolo della friggitrice e della cucina a legna che, con l’alto fuoco alimentato da ciocchi di legna generosi, sembra la fucina ancestrale del dio Vulcano!
E’ un altro modo per tenere interessati e uniti i ragazzi componenti i Gruppi folcloristici.
E “GRAPPAMAN – ‘GNITELLI” poi, che al segnale convenuto lanciato dall’orchestrina che allieta l’ambiente si trasforma nel GIULLARE che con un cappello alto e colorato a forma di botte e con il “Barlozzo con il cannello di canna” saltella tra i tavoli a distribuire assaggi di grappa agli avventori pronti con le bocche aperte come uccellini.
A fine serata, ormai liberi da impegni, quasi a consumare le ultime residue energie si canta, si beve e si balla.
Nei giorni della Festa siamo sempre pieni di gente e c’è la fila in attesa si sedersi a tavoli e ciò, diciamocelo, anche perché siamo i più simpatici!
Paolo