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Vignanello

Vignanello è un piccolo paese di 4 724 abitanti della provincia di Viterbo, a circa 19 km da Viterbo e 65 km da Roma. Traboccante di storia e tradizioni ed agghindato di opere d’arte e monumenti di pregio, copre una superficie di 20,53 kmq e sorge sulle pendici collinari che dal Cimino scendono verso la valle del Tevere.

Varie sono le versioni, più o meno leggendarie, circa le sue origini: gli antichi documenti riportano il suo nome latino come Julianellum, successivamente volgarizzato in Giulianello, Ignanello ed infine in Vignanello, probabilmente per la vite nata al centro della piazza.

La ricchezza di bellezze presenti è da ricondurre alla sua storia: ancora oggi, infatti, il paese presenta caratteri architettonici ed artistici variegati, dovuti all’influsso dei vari popoli che l’hanno abitata.

Fra il XII ed il XVI secolo, fu oggetto di aspre contese e non ebbe mai un governo stabile, fino a che nel 1531, il papa  Clemente VII lo concesse in feudo perpetuo a Beatrice Farnese; da lei passò al genero Sforza Marescotti, marito della figlia Ortensia e da cui discese la dinastia Marescotti Ruspoli che governò il paese fino al 1816.

Un’esplorazione del centro storico può partire da Piazza della Repubblica, dominata dall’imponente Castello Ruspoli e da altri splendidi edifici, come ad esempio la Chiesa Collegiata, che conserva al suo interno un dipinto di Annibale Carracci.

Oltre a questi, il territorio vignanellese presenta anche testimonianze dei resti di un abitato falisco: una dimostrazione è il pianoro del Molesino, con annessa la necropoli “Valle della Cupa” e “Cenciano diruto”, un insediamento del paleolitico superiore, sotto i quali scorrono modesti corsi d’acqua. Difatti, sotto i piedi di Vignanello, si estendono i “Connutti”, termine con cui vengono indicati i cunicoli nel dialetto locale che si sviluppano lungo una linea principale che dalla Valle della Cupa arriva fino al castello Ruspoli. Questi percorsi sotterranei nacquero principalmente con lo scopo di raccogliere l’acqua dalle falde sotterranee per poi trasportarla o attingerla da pozzi. Per questo motivo, data l’esistenza di un centro falisco, vi è l’ipotesi che furono proprio i Falisci a realizzarli.

Oltre che per il suo patrimonio artistico e culturale, Vignanello è famoso anche per i suoi prodotti eno-gastonomici d’eccellenza che ne fanno una delle mete più apprezzate nella Tuscia.

La cantina Viticoltori dei Colli Cimini produce e commercializza vini DOC di qualità, fra i quali si ricordano il Greco di Vignanello, il Superiore, il Santa Bruna, il Rulliano e il Domnico.

Il paese è noto anche per le sue nocciole, le quali sono tra i prodotti che tengono alto il prestigio gastronomico del Lazio; sono caratterizzate da un elevato potere nutritivo ed a tavola sono ottime non solo nei classici biscotti, ma anche e soprattutto nei dolci tipici vignanellesi, come ad esempio i tozzetti e i crucchi.

Un altro importante prodotto vignanellese è rappresentato dall’olio extravergine di oliva, utilizzabile in qualunque tipo di cucina. Nella propria azienda agricola Torre Aliano, la Famiglia Cioccolini, sin dal 1890, produce con cura, impegno e professionalità un olio di caratteristiche qualitative eccezionali, che grazie all’impiego di tecnologie all’avanguardia, ha la possibilità di effettuare la spremitura delle olive nello stesso giorno della raccolta.

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